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AIDS: la peste del secolo.
AIDS: Aquired Immuno-Deficiency Syndrome, ossia "Sindrome da immunodeficienza acquisita", questo è, in termini scientifici, quella che viene definita la peste del secolo. Questa malattia, a giusta ragione, è stata paragonata alla altrettanto famosa peste perché come quest'ultima si diffonde a macchia d'olio e come quest'ultima conduce inevitabilmente alla morte. Si tratta di una malattia infettiva che distrugge il sistema immunitario dell'uomo; l'organismo del soggetto colpito da Aids non riesce più a difendersi dalle malattie, anche le più innocue. Un semplice raffreddore si trasforma facilmente in broncopolmonite. La malattia è molto lunga e, attraverso atroci sofferenze, conduce a morte sicura: non è stato, infatti, ancora trovato né un vaccino né un medicinale in grado di debellarla. L'opinione pubblica ha cominciato a sentir parlare di Aids solo nel 1983, ma i primi casi furono diagnosticati nel 1980 e studi retrospettivi hanno identificato casi clinici risalenti alla fine degli anni 50, diagnosticati come Aids solo oggi. Sin dagli anni 80 sono cominciate approfondite ricerche; ma si è riusciti solo a scoprire che il periodo di incubazione è molto lungo: possono passare anche anni e anni senza che la malattia si manifesti; mentre già entro 3-6 mesi dal contagio è possibile individuare la presenza del virus nel sangue, nei soggetti sieropositivi l'Aids può manifestarsi anche dopo dieci anni. I primi casi si ebbero tra soggetti omosessuali e tossicodipendenti; ma ben presto anche tra soggetti eterosessuali e non dediti alla droga. L'unico veicolo di trasmissione è il sangue e la maggiore presenza di casi tra soggetti particolari come omosessuali e tossicodipendenti è dovuta solo alle maggiori occasioni che tra questi si verificano di contatto tra sangue e ferite aperte. Oggi l'unica arma contro l'Aids è la precauzione: non si sono mai visti tanto pubblicizzati i preservativi come in questi ultimi anni. Le campagne pubblicitarie nelle quali un noto personaggio dello spettacolo invita al sesso sicuro si sprecano. Si cerca di aumentare l'informazione soprattutto tra i giovani. Molti hanno compreso la gravita del male e la enorme possibilità di contagio e adottano tutte le precauzioni del caso; ma ci sono ancora moltissime persone che, non rinunciando alla propria libertà, continuano a praticare sesso indiscriminato e non protetto. E' per questo, forse, che la peste continua a diffondersi e a mietere vittime. |
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