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Tema sulla poesia del Carducci.
Il Carducci si inserisce nel movimento neo-classico d'opposizione di quello che definisce il II Romanticismo, quello del Prati e dell'Aleardi, in opposizione al Manzonismo e al Decadentismo degli scapigliati. Vive una vita tranquilla e lineare nella sua Versilia in luoghi aspri e selvaggi che fanno un po' parte della sua personalità vulcanica. Ha un senso eroico della vita che lo spinge a cercar sempre qualcosa al di fuori dell'ambito della famiglia. E' un pagano, sente il fascino della religione pagana dei grandi tempi passati e la trova più pura e lineare della religione cristiana dei romantici sentimentali. Come uomo è affascinante, come poeta non è completamente valido. Il Momigliano dice che come il Parini dopo l'Arcadia ha portato una ventata di aria salubre e questo credo sia il suo più grande merito. Come si spiegava il suo antiromanticismo? Grande importanza ha nella formazione del poeta l'ambiente in cui visse, cioè la Toscana dal 1850 al 1860 che era la regione italiana più attaccata alla tradizione; inoltre la sua cultura è impostata interamente sui classici e quindi possiamo capire la sua opposizione agli ultimi romantici, di cui sentiva la pesantezza e la fiacchezza, il vuoto interiore. Fu anche antimanzoniano (ricordiamo "Davanti a San Guido") in quanto essi sostenevano la teoria della letteratura popolare non soltanto come lingua ma anche come soggetto; egli invece pensava che la letteratura deve ritrarre gli aspetti più alti della vita e deve servire ad esortare, a celebrare. Possiamo quindi dire che il punto da cui Carducci parte, cioè la negazione del decadente Romanticismo, positivo ma non altrettanto valido è il punto di arrivo; egli infatti propone un ritorno alla classicità e questo implica un processo involutivo; il classicismo ha avuto un periodo di splendore ma poi è tramontato e quindi non è più valido per ottenere una rigenerazione. Il Carducci ha quindi fermato, arrestato la cultura e questo è negativo per il suo tempo; quello che invece è valido per l'uomo Carducci è la giusta interpretazione della classicità, per lui classicismo è innanzitutto una concezione orale, per cui vede la vita come lotta libera da ogni forma di sentimentalismo; poi una concezione artistica, per cui l'arte è bellezza, è espressione, è esaltazione di dolori eterni. Un altro grande pregio del Carducci, che non bisogna dimenticare, è l'aver ridato alla poesia il suo vero significato. Il Sapegno dice che non fu un grande poeta, ma un convinto profondo sacerdote della poesia. In un'epoca in cui i valori poetici si vanno piuttosto dissolvendo, egli riporta questo amore per la vera poesia e il culto del linguaggio: è la ventata di aria salubre di cui parla il Momigliano. Possiamo al contrario rimproverargli una ristrettezza di pensiero che gli fa vedere con sdegno tutto ciò che è straniero; egli rifiuta sistematicamente ciò che viene dal di fuori dell'Italia, che se vuole ritrovare la sua antica grandezza deve rientrare in se stessa. E' giusto, è in fondo la base del suo romanticismo: la negazione di quella apertura di idee e di cultura affermate dal Romanticismo. Le migliori poesie carducciane sono contenute nelle due raccolte "Rime Nuove" e "Odi Barbare" in cui il poeta canta libero dalle passioni letterarie o politiche che impediscono a molti suoi componimenti di elevarsi a vera poesia. Quando vuole fare poesia epica diventa retorico ("Salve Piemonte") ma si innalza nel descrivere luoghi ed ambienti familiari. Il motivo fondamentale dell'ispirazione carducciana è il sentimento della vita come azione, come opera degli uomini, come celebrazione dei suoi valori. Molto importante è anche il tema del paesaggio; io vedo in "San Martino" una delle poesie più belle del Carducci. Infine il tema del ricordo: nell'anima del poeta c'è la tristezza per cose perdute, la nostalgia per le cose non realizzate, ma questa tristezza, questa malinconia non è fine a se stessa, ma è sempre accettata virilmente pur elevandosi a sentimento religioso. La poesia di Carducci è sembrata per molto tempo qualcosa di troppo aulico, dottrinale, ristretto; oggi la si sta rivalutando perché non si può non riconoscere la sincerità dei suoi intenti e il suo amore per l'Italia ed egli può senz'altro essere considerato uno dei rappresentanti della letteratura italiana moderna. |
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