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Il Tifo e il Paratifo

 

Il Tifo (o febbre tifoide) è una malattia contagiosa caratterizzata da una sintomatologia complessa comprendente febbre, disturbi del sensorio e dalla possibile insorgenza di complicanze a volte letali.

Il Paratifo (o febbre paratifoide) presenta una sintomatologia simile, anche se il decorso è più benigno.

Gli Agenti Causal i sono la Salmonella paratyphi A per il tifo e la Salmonella paratyphi A, B, C per il paratifo.

Appartengono al genere Salmonella, costituito da batteri di forma bastoncellare, asporigeni, Gram negativi ed in genere mobili.

Nella loro struttura si distinguono tre tipi di antigeni principali :

  • antigeni somatici O (di natura polissaccaridica);

  • antigene Vi;

  • antigeni flaggellati H (di natura proteica).

 

 

Il Serbatoio ovvero la sorgente di infezione è rappresentata esclusivamente dall'uomo, sia malato che portatore.

Dal punto di vista epidemiologico il malato non è molto pericoloso, poiché se la malattia viene diagnosticata prontamente, sarà circondato da tutte quelle misure profilattiche atte a non diffondere il contagio.

Molto più pericoloso è il portatore cronic o e il portatore sano . Lo stato di portatore cronico è raro nei soggetti di età inferiore a 20 anni ed è diffuso nei pazienti di mezza età.

 

 

Patogenesi

 

I bacilli del tifo, penetrati per via orale, superano la barriera gastrica e raggiungono i vasi linfatici intestinali.

Per via ematica raggiungono vari organi ( fegato, milza, midollo ).

Dal fegato, per via biliare invadono nuovamente i linfonodi intestinali dove elaborano una tossina che provoca infiammazione e necrosi, che sono alla base delle complicazioni che si presentano

nella febbre tifoide ( perforazione intestinale ).

 

 

Incubazione

 

Il Tifo (o febbre tifoide) e il Paratifo (o febbre paratifoide) insorgono in modo graduale dopo un periodo di incubazione che di solito oscilla da 1 a 3 settimane.

 

Decorso della Malattia

La malattia decorre solitamente in quattro settenari:

 

Primo settenario: periodo prodromico caratterizzato da: cefalea, astenia, febbre ed Epato Splenomegalia.

 

Secondo settenario: caratterizzato da diarrea, comparsa della roseola con accentuazione della febbre ed in seguito al suo calare vi è la comparsa dello stato stuporoso.

 

Terzo settenario: continuano i sintomi del secondo settenario e possono comparire le complicazioni enterorragiche.

 

Quarto settenario: attenuazione della sintomatologia generale e la caduta della febbre che porta alla guarigione.

 

Epidemiologia

 

Il tifo è una infezione endemo - epidemica diffusa in tutto il mondo.

Generalmente è più diffusa nei paesi a clima caldo e temperato ed è indice di uno scarso livello igienico e sanitario.

 

Le modalità di trasmissione sono per via orale per contagio interumano o mediante veicoli vari.

Il contagio interumano può colpire individui che assistono il malato o coloro che vivono a contatto di un portatore sconosciuto ed avviene attraverso mani sporche contaminate da materiale fecale o da urine del malato o portatore od a mezzo di impianti igienici di uso collettivo.

 

I principali veicoli di contagio sono: l'acqua, i frutti di mare, le verdure crude, il latte ed i latticini.

Tra i mezzi di infezione la mosca rappresenta il vettore di infezione.

 

Profilassi

 

La profilassi prevede l'accertamento che si diversifica a seconda del settenario: Emocultura, Sierodiagnosi di Vidal e Coprocoltura.

La denuncia obbligatoria pure nel solo caso di sospetto diagnostico.

L' isolamento obbligatorio possibilmente di tipo ospedaliero per tutta la durata del periodo infettivo.

La disinfezione continua di tutti gli oggetti contaminati dal malato e quella finale del locale ove ha soggiornato il paziente.

 

 

Immunizzazione attiva

 

La Vaccinazione è obbligatoria per gli addetti ai servizi di cucina, disinfezione, lavanderia, pulizia degli ospedali e case di cura in genere, servizi di approvvigionamento idrico, raccolta e smercio del latte.

Attualmente sono stati preparati dei vaccini a base di germi vivi attenuati ( NEO TIF ) che si somministrano per via orale successivamente all'ingestione di una pillola di bicarbonato che neutralizzando i succhi gastrici permette la non digestione dei germi e quindi la loro capacità di generare una infezione controllata.